Un milione di euro che nel 2007 era stato stanziato per la messa in sicurezza delle zone alluvionate, è stato dirottato alle Eolie dal Ministro dell’ Ambiente Stefania Prestigiacomo.
Quale è il motivo di questo dirottamento ? A che scopo ? A quale fine ?
Forse per mettere in “ sicurezza “ alcun residenze di amici e amici degli amici ?
domenica 4 ottobre 2009
ALLUVIONE DI MESSINA - Come aiutare
Il comune di Messina ha istituito un conto corrente per aiutare gli alluvionati:
C.C. IBAN IT 91Y0102016598000300034781; C.C.P. N. 1406398
- intestato al Comune di Messina - Servizio Tesoreria, specificando la causale: pro-alluvionati”.
Per chi fosse di Messina:
raccolta vestiario al Capopeloro Resort Torre Faro accanto il bar Lumachina.
Altro punto di raccolta villagio Le Dune, Mortelle."
Per chi è di Messina - Servono Vestiario e scarpe - Centro raccolta "C.I.R.S. ONLUS Via XXIV Maggio scalinata Mons. Francesco Bruno accanto Palacultura
PER CHI VOLESSE FARE VOLONTARIATO: RECARSI PRESSO IL RESORT CAPO PELORO ACCANTO ALLA LUMACHINA OPPURE ALLE DUNE, CHIAMARE IL NUMERO 338/3380985 CHIEDERE DI MARISA PISANA"
C.C. IBAN IT 91Y0102016598000300034781; C.C.P. N. 1406398
- intestato al Comune di Messina - Servizio Tesoreria, specificando la causale: pro-alluvionati”.
Per chi fosse di Messina:
raccolta vestiario al Capopeloro Resort Torre Faro accanto il bar Lumachina.
Altro punto di raccolta villagio Le Dune, Mortelle."
Per chi è di Messina - Servono Vestiario e scarpe - Centro raccolta "C.I.R.S. ONLUS Via XXIV Maggio scalinata Mons. Francesco Bruno accanto Palacultura
PER CHI VOLESSE FARE VOLONTARIATO: RECARSI PRESSO IL RESORT CAPO PELORO ACCANTO ALLA LUMACHINA OPPURE ALLE DUNE, CHIAMARE IL NUMERO 338/3380985 CHIEDERE DI MARISA PISANA"
6 domande al Ministro Prestigiacomo
1) Perchè sono stati ridotti da 510 milioni di euro a 270 milioni di euro i fondi per la difesa del suolo. Fondi previsti dalla legge Finanziaria n.244/2007 art.2 comma 321, e ridotti drasticamente dall'ultima finanziaria?
2) Perchè è stato soppresso con il decreto 112/2008 il fondo per il monitoraggio sismico previsto dalla legge 244/2007 art. 2 comma 329 per un totale di 4,5 milioni di euro ? La norma prevedeva la prosecuzione delle attività di monitoraggio del rischio sismico attraverso l'utilizzo di tecnologie scientifiche integrate dai fattori di rischio delle diverse aree del paese
3 ) Perchè sono stati soppressi, con decreto 112/2008, i finanziamenti di 151 milioni di euro destinati alla prevenzione e difesa suolo della Sicilia e della Calabria ?
4 ) Perchè è stato soppresso, con legge finanziaria ultima, fondo 1 milione di euro per attuazione piani di difesa suolo ?
5 ) Perchè è stat soppresso, con decreto 112/2008, fondo di 45 milioni di euro per ripristino paesaggio previsto da art.2 comma 404 della legge finanziaria n.244/2007 ?
6 ) Perchè è stato soppresso, con decreto 112/2008, fondo di 15 milioni di euro per difesa suolo piccoli comuni, previsto da art.2 comma 331 legge 244/2007 ?
2) Perchè è stato soppresso con il decreto 112/2008 il fondo per il monitoraggio sismico previsto dalla legge 244/2007 art. 2 comma 329 per un totale di 4,5 milioni di euro ? La norma prevedeva la prosecuzione delle attività di monitoraggio del rischio sismico attraverso l'utilizzo di tecnologie scientifiche integrate dai fattori di rischio delle diverse aree del paese
3 ) Perchè sono stati soppressi, con decreto 112/2008, i finanziamenti di 151 milioni di euro destinati alla prevenzione e difesa suolo della Sicilia e della Calabria ?
4 ) Perchè è stato soppresso, con legge finanziaria ultima, fondo 1 milione di euro per attuazione piani di difesa suolo ?
5 ) Perchè è stat soppresso, con decreto 112/2008, fondo di 45 milioni di euro per ripristino paesaggio previsto da art.2 comma 404 della legge finanziaria n.244/2007 ?
6 ) Perchè è stato soppresso, con decreto 112/2008, fondo di 15 milioni di euro per difesa suolo piccoli comuni, previsto da art.2 comma 331 legge 244/2007 ?
sabato 3 ottobre 2009
Avviso importante, ATTENZIONE
Da Franco Tiano "Messina New" ricevo e divulgo quanto segue:
- Cirs Onlus Di Messina AVVISO IMPORTANTE ATTENZIONE!
NELL'ATTESA CHE LA PROTEZIONE CIVILE DIA INDICAZIONI DIVERSE, SERVONO VESTIARIO E SCARPE PER GLI SFOLLATI DELL'ALLUVIONE.
CENTRO DI RACCOLTA "C.I.R.S. ONLUS Via XXIV Maggio scalinata Mons. Francesco Bruno accanto Palacultura" SI PREGA DI DIRAMARE IL MESSAGGIO A TUTTI I VOSTRI CONTATTI. GRAZIE IL CIRS
- Cirs Onlus Di Messina AVVISO IMPORTANTE ATTENZIONE!
NELL'ATTESA CHE LA PROTEZIONE CIVILE DIA INDICAZIONI DIVERSE, SERVONO VESTIARIO E SCARPE PER GLI SFOLLATI DELL'ALLUVIONE.
CENTRO DI RACCOLTA "C.I.R.S. ONLUS Via XXIV Maggio scalinata Mons. Francesco Bruno accanto Palacultura" SI PREGA DI DIRAMARE IL MESSAGGIO A TUTTI I VOSTRI CONTATTI. GRAZIE IL CIRS
venerdì 2 ottobre 2009
Fenomeni geodinamici dell’area dello Stretto - All' attenzione del Presidente Lombardo
Insufficienti e non aggiornati sono gli studi idrogeologici ed i progettisti del Ponte hanno tenuto poco conto dei dissesti e delle frane che caratterizzano il territorio dello Stretto.
Secondo vari autori è in atto un sollevamento dell’Aspromonte, con tassi notevoli, pari a 1,1 – 1,4 m/ka, a cui sono connessi fenomeni geodinamici molto importanti, influenzati anche dalla litologia e dalla tettonica.
In pratica sono in atto nella fascia costiera che borda l’Aspromonte, tra Scilla e Reggio Calabria (dove avrebbe sede una “spalla” del Ponte) - oltre alle faglie sismogenetiche - “deformazioni gravitative profonde di versante” e grandi frane (alcune innescate dai terremoti di elevata intensità del 1783 e del 1908)
Le deformazioni gravitative e le grandi frane non sono state sufficientemente prese in considerazione nel SIA. Scarsamente approfonditi sono anche gli studi idrogeologici delle fasce di territorio interessate dalle gallerie, in particolare quelli relativi al monitoraggio delle falde e alla permeabilità dei terreni.
Anche gli interventi previsti di mitigazione della franosità sono limitati sostanzialmente agli impatti di fenomeni superficiali, con una previsione di opere che non tiene conto delle tipologie e delle geometrie degli eventi innescati.
Non sono poi analizzati gli impatti in relazione ai fenomeni franosi profondi che sono presenti nell’area e il cui innesco o riattivazione può verificarsi in relazione al grande impatto che un’opera di questo genere avrà sul territorio.
Elemento significativo è costituito dal sito di Catona, individuato già nello studio del 1992 come sito di cantiere logistico con impatto sull’ambiente costiero di valore 3 (massimo). Studi recenti rilevano una propensione al dissesto del sistema idrografico tra l’area di foce della fiumara di Catona e l’ambiente costiero marino, rappresentato dalla mobilitazione di una frana costiera nel 1987, del tipo scivolamento sottomarino, prodotta nei terreni sciolti della conoide di deiezione della fiumara, che ha provocato l’improvviso arretramento della linea di riva di circa 20 m lungo un fronte di 70-80 m
Una forte propensione al dissesto idrogeologico caratterizza anche la cosiddetta “Costa Viola”, tra i siti di interesse comunitario e dall’altissimo valore paesaggistico (la sua denominazione nasce dalla particolare coloritura assunta dal sistema costiero al tramonto). Il processo appare inarrestabile in particolare nella zona che degrada verso il massiccio di Scilla e il comune di Villa San Giovanni, e soltanto la continua presenza dell’uomo ha consentito di mitigarne gli effetti. Il paesaggio fortemente antropizzato è stato infatti rimodellato dall’uomo creando tutta una serie di terrazzamenti su cui sono state coltivate piante da frutta, agrumi, ortaggi, ma soprattutto la vite. Ovviamente queste tecniche secolari di difesa del territorio non trovano nessun riconoscimento nella fase di valutazione dell’impatto del Ponte e delle opere “collaterali”.
Di contro il quadro degli interventi proposti dai tecnici della Stretto di Messina S.p.A. per la rete idrografica appare “eccessivo e non congruente con il quadro della dinamica idrografica riportato nelle carte geomorfologiche e in quelle di propensione al dissesto”. In particolare, nella carta dei reticoli idrografici e delle sistemazioni d’alveo gli interventi previsti riguardano anche molte aste fluviali non interessate dalle opere in progetto, prevedendo una inutile cementificazione longitudinale e trasversale degli alvei, portando al totale stravolgimento dell’assetto fisico dei luoghi.
La cementificazione degli alvei può inoltre comportare modifiche nella dinamica dei corsi d’acqua, con innesco di processi erosivi e sedimentari e possibili violente inondazioni nelle pianure costiere.
http://www.terrelibere.org/doc/254/FenomenigeodinamicidellareadelloStretto.html#7_7
Secondo vari autori è in atto un sollevamento dell’Aspromonte, con tassi notevoli, pari a 1,1 – 1,4 m/ka, a cui sono connessi fenomeni geodinamici molto importanti, influenzati anche dalla litologia e dalla tettonica.
In pratica sono in atto nella fascia costiera che borda l’Aspromonte, tra Scilla e Reggio Calabria (dove avrebbe sede una “spalla” del Ponte) - oltre alle faglie sismogenetiche - “deformazioni gravitative profonde di versante” e grandi frane (alcune innescate dai terremoti di elevata intensità del 1783 e del 1908)
Le deformazioni gravitative e le grandi frane non sono state sufficientemente prese in considerazione nel SIA. Scarsamente approfonditi sono anche gli studi idrogeologici delle fasce di territorio interessate dalle gallerie, in particolare quelli relativi al monitoraggio delle falde e alla permeabilità dei terreni.
Anche gli interventi previsti di mitigazione della franosità sono limitati sostanzialmente agli impatti di fenomeni superficiali, con una previsione di opere che non tiene conto delle tipologie e delle geometrie degli eventi innescati.
Non sono poi analizzati gli impatti in relazione ai fenomeni franosi profondi che sono presenti nell’area e il cui innesco o riattivazione può verificarsi in relazione al grande impatto che un’opera di questo genere avrà sul territorio.
Elemento significativo è costituito dal sito di Catona, individuato già nello studio del 1992 come sito di cantiere logistico con impatto sull’ambiente costiero di valore 3 (massimo). Studi recenti rilevano una propensione al dissesto del sistema idrografico tra l’area di foce della fiumara di Catona e l’ambiente costiero marino, rappresentato dalla mobilitazione di una frana costiera nel 1987, del tipo scivolamento sottomarino, prodotta nei terreni sciolti della conoide di deiezione della fiumara, che ha provocato l’improvviso arretramento della linea di riva di circa 20 m lungo un fronte di 70-80 m
Una forte propensione al dissesto idrogeologico caratterizza anche la cosiddetta “Costa Viola”, tra i siti di interesse comunitario e dall’altissimo valore paesaggistico (la sua denominazione nasce dalla particolare coloritura assunta dal sistema costiero al tramonto). Il processo appare inarrestabile in particolare nella zona che degrada verso il massiccio di Scilla e il comune di Villa San Giovanni, e soltanto la continua presenza dell’uomo ha consentito di mitigarne gli effetti. Il paesaggio fortemente antropizzato è stato infatti rimodellato dall’uomo creando tutta una serie di terrazzamenti su cui sono state coltivate piante da frutta, agrumi, ortaggi, ma soprattutto la vite. Ovviamente queste tecniche secolari di difesa del territorio non trovano nessun riconoscimento nella fase di valutazione dell’impatto del Ponte e delle opere “collaterali”.
Di contro il quadro degli interventi proposti dai tecnici della Stretto di Messina S.p.A. per la rete idrografica appare “eccessivo e non congruente con il quadro della dinamica idrografica riportato nelle carte geomorfologiche e in quelle di propensione al dissesto”. In particolare, nella carta dei reticoli idrografici e delle sistemazioni d’alveo gli interventi previsti riguardano anche molte aste fluviali non interessate dalle opere in progetto, prevedendo una inutile cementificazione longitudinale e trasversale degli alvei, portando al totale stravolgimento dell’assetto fisico dei luoghi.
La cementificazione degli alvei può inoltre comportare modifiche nella dinamica dei corsi d’acqua, con innesco di processi erosivi e sedimentari e possibili violente inondazioni nelle pianure costiere.
http://www.terrelibere.org/doc/254/FenomenigeodinamicidellareadelloStretto.html#7_7
Che gioia vedere "altamente impegnati" per la Sicilia i nostri politici siciliani.....E io pago!!.
Roma, 01-10-2009
Per ora si tratta soltanto di un colloquio, di frasi intercettate al telefono in cui si parla di acquisti di griffes, come borse e articoli di Armani e di altre firme, fatti in conto ai fondi a disposizione del ministero dell'Ambiente. Millanterie? Gossip maligno quello fatto da un funzionario del dicastero e confidato al suo interlocutore? Una vicenda, insomma, tutta da accertare ma che e' finita al vaglio della procura di Roma. Al centro di quel colloquio telefonico e' il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo che e' stata iscritta dai magistrati della capitale nel registro degli indagati con l'ipotesi di reato di peculato. "Non ho masi usato la carta di credito del ministero per acquisti personali", ha replicato il ministro, che ha aggiunto: "estratti conto e tutta la documentazione relativa alle spese ministeriali sono a disposizione degli inquirenti. E lo sono sempre state. Nessuno le ha mai consultate. Potevano esaminarle e poi fare ogni verifica prima di accusarmi di peculato sulla base di una intercettazione telefonica fra due persone di cui una indagata e l'altra interna al ministero.
Sono profondamente nauseata e sconcertata - ha detto ancora Stefania Prestigiacomo - e chiedo che sia fatta piena luce su tutta questa vicenda. E sono pronta a querelare chiunque metta in discussione la mia onesta' ". L'iscrizione costituisce un atto dovuto in quanto gli inquirenti dovranno accertare se tali, eventuali, acquisti siano stati fatti per motivi personali ovvero per ragioni istituzionali. Ed e' proprio questo il quesito posto dagli inquirenti di piazzale Clodio ai colleghi del Tribunale dei ministri ai quali il fascicolo processuale e' stato trasmesso per competenza. L'indagine e' scaturita da alcune intercettazioni telefoniche compiute dalla polizia giudiziaria su un altro procedimento penale. Nei colloqui telefonici in questione due persone, tra cui un funzionario del ministero, accennerebbero a presunti acquisiti fatti dal ministro Prestigiacomo. Da qui l'invio alla procura di Roma di una informativa a riguardo e l'apertura di un fascicolo processuale per verificare se dietro ai colloqui captati dalla fiamme gialle si ravvisino fatti penalmente rilevanti.
L'istruttoria, come da prassi in questi casi, e' affidata al Tribunale per i reati ministeriali che dovra' verificare, anche attraverso l'acquisizione di eventuali ricevute, se in un determinato periodo di tempo il ministro Prestigiacomo abbia utilizzato una carta di credito in uso al ministero. Il collegio di giudici per i reati ministeriali, conclusa l'istruttoria, inviera' il fascicolo alla procura di Roma con le conclusioni dell'indagine.
Per ora si tratta soltanto di un colloquio, di frasi intercettate al telefono in cui si parla di acquisti di griffes, come borse e articoli di Armani e di altre firme, fatti in conto ai fondi a disposizione del ministero dell'Ambiente. Millanterie? Gossip maligno quello fatto da un funzionario del dicastero e confidato al suo interlocutore? Una vicenda, insomma, tutta da accertare ma che e' finita al vaglio della procura di Roma. Al centro di quel colloquio telefonico e' il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo che e' stata iscritta dai magistrati della capitale nel registro degli indagati con l'ipotesi di reato di peculato. "Non ho masi usato la carta di credito del ministero per acquisti personali", ha replicato il ministro, che ha aggiunto: "estratti conto e tutta la documentazione relativa alle spese ministeriali sono a disposizione degli inquirenti. E lo sono sempre state. Nessuno le ha mai consultate. Potevano esaminarle e poi fare ogni verifica prima di accusarmi di peculato sulla base di una intercettazione telefonica fra due persone di cui una indagata e l'altra interna al ministero.
Sono profondamente nauseata e sconcertata - ha detto ancora Stefania Prestigiacomo - e chiedo che sia fatta piena luce su tutta questa vicenda. E sono pronta a querelare chiunque metta in discussione la mia onesta' ". L'iscrizione costituisce un atto dovuto in quanto gli inquirenti dovranno accertare se tali, eventuali, acquisti siano stati fatti per motivi personali ovvero per ragioni istituzionali. Ed e' proprio questo il quesito posto dagli inquirenti di piazzale Clodio ai colleghi del Tribunale dei ministri ai quali il fascicolo processuale e' stato trasmesso per competenza. L'indagine e' scaturita da alcune intercettazioni telefoniche compiute dalla polizia giudiziaria su un altro procedimento penale. Nei colloqui telefonici in questione due persone, tra cui un funzionario del ministero, accennerebbero a presunti acquisiti fatti dal ministro Prestigiacomo. Da qui l'invio alla procura di Roma di una informativa a riguardo e l'apertura di un fascicolo processuale per verificare se dietro ai colloqui captati dalla fiamme gialle si ravvisino fatti penalmente rilevanti.
L'istruttoria, come da prassi in questi casi, e' affidata al Tribunale per i reati ministeriali che dovra' verificare, anche attraverso l'acquisizione di eventuali ricevute, se in un determinato periodo di tempo il ministro Prestigiacomo abbia utilizzato una carta di credito in uso al ministero. Il collegio di giudici per i reati ministeriali, conclusa l'istruttoria, inviera' il fascicolo alla procura di Roma con le conclusioni dell'indagine.
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